Pesto alla trapanese 🌱🍅🧀

Ormai lo sapete quanto io ami la Sicilia e la sua meravigliosa cucina. Buona, colorata, profumata, golosa ma anche semplice e spettacolare. Insomma non si può non innamorarmene…..

In alternativa al solito pesto alla genovese oggi vi propongo il pesto alla trapanese che ovviamente dal nome si capisce che ha origine da Trapani e dintorni.

Facilissimo è velocissimo da fare.

Vi serviranno un frullatore, una pentola di acqua bollente e gli ingredienti giusti!

Ingredienti

  • 200 g di pomodori pachino
  • 100 g di pecorino grattugiato
  • 1 mazzo di basilico fresco
  • 70 g di mandorle pelate
  • Olio evo
  • Sale
  • Pepe

Per prima cosa sbollentate per 40 secondi i pomodori in acqua bollente, vi servirà a spellarli velocemente e senza rovinarli.

Mondate il basilico, lavatelo e asciugatelo.

Togliete la buccia e insieme a tutti gli altri ingredienti , basilico, pecorino, mandorle, olio, sale e pepe e metteteli nel bicchiere del mixer o del frullatore.

Cominciate a frullare e se occorre aggiungete olio, assaggiate anche di sale perché il pecorino é già molto salato.

Ecco pronto il vostro meraviglioso pesto! Cosa vi avevo detto? Facile e veloce!

La tradizione vorrebbe le busiate che sono una tipica pasta lunga attorcigliata su se stessa ma siccome non ne avevo ho usato delle reginette.

Fate cuocere la pasta e poi condite con il pesto a temperatura ambiente.

Il pesto in eccesso potete congelarlo in vasetti di vetro, si conserveranno per circa tre mesi.

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8 pensieri riguardo “Pesto alla trapanese 🌱🍅🧀

  1. Anche se, anziché il mortaio, hai usato il frullatore, che riscalda troppo alcuni ingredienti come il pomodoro e il basilico, il risultato è una salsa molto invitante, gustosa, fresca, estiva.
    Anche io sono originario del trapanese e conosco bene questo condimento che mio padre, tanti anni fa, preparava magistralmente. In quella zona, il vero nome di questo pesto è “pasta cull’agghia” (pasta con l’aglio, immancabilmente rosso di Nubia). Questo ingrediente, massicciamente presente nella ricetta tradizionale (nella versione più estrema anche una testa cadauno) ed anche nel pesto genovese, non l’ho trovato nella tua ricetta. L’aglio è nemico delle relazioni sociali, si sa, ed il problema è risolvibile aumentando il numero dei commensali, favorendo così una sorta di immunità di gregge. La pasta con l’aglio è uno dei piatti più comuni nelle scampagnate con tanti invitati.
    Nella ricetta tradizionale, quella del mio papà, si pestano nel mortaio (quello trapanese è di legno) l’aglio, il basilico, le mandorle tostate e il sale. Ottenuta una crema fine, la si mette in una ciotola e si comincia a pestare nel mortaio la polpa di pomodoro, aggiungendola, man mano, alla crema di aglio. Finito di pestare il pomodoro si mescola per bene il tutto e si irrora con tanto olio lasciando riposare il composto. Nel pesto, al contrario di quello genovese, non va aggiunto formaggio.

    Non ho inteso criticare la tua ricetta, ma solo fornire una sentita testimonianza. Ti ringrazio molto per avermi fatto ricordare un piatto della mia gioventù.

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